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Asia / Vietnam / Nha Trang

12-11-06 Ho trovato alloggio presso una Guest House a duecento metri dalla lunghissima e soleggiata spiaggia, ornata da alte palme da cocco, che la città di Nha Trang costeggia. Ma purtroppo mi sono scottato, a causa di una bella maglietta rossa con una grande stella gialla sul petto, la bandiera vietnamita per l’appunto, che invece di essere in cotone come è scritto sull’etichetta, si è rivelata di materiale sintetico e lascia passare liberamente i raggi solari. Così al posto di oziare al sole a pancia in aria, gironzolo da una parte all’altra della città.
Cammino lungo l’arenile per alcuni chilometri, passo sopra il lungo ponte che scavalca il fiume. Di sotto, numerose palafitte di lamiere arrugginite messe alla meglio peggio, fanno da casa ai pescatori. In alcune di queste, pendenti per il cedimento di alcuni pali, ci sono anche dei grossi maiali. A fianco le imbarcazioni che i pescatori adoperano quotidianamente. Poco dopo il ponte, trovo una piccola isoletta, staccata dalla costa da un centinaio di metri che è stata trasformata in santuario. Scorgo un piccolo Buddha bianco e altri simboli sacri. Percorrendo un’altra strada per ritornare in Hotel, trovo un area formata da quattro costruzioni in mattoni rossi di diversa grandezza che contengono pietre sacre e immagini del Buddha e divinità indiane. Fino ad ora questo tipo di costruzioni non le avevo mai incontrate. Forse sto uscendo dall’area di influenza cinese per entrare in quella indiana e ciò mi piace. Proseguo e al limite della città trovo un grande monastero buddista, perfettamente mantenuto e sopra alla pagoda principale in alto sulla collina un enorme Buddha bianco seduto domina tutta la zona. Per la prima volta non c’è stato il bisogno di pagare il biglietto di ingresso.
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