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Asia / Thailandia / Bangkok |
27-11-06 Sono arrivato di sera. Dopo una lunga ricerca, trovo un buco per dormire a caro prezzo. Ceno ed esco. Non ho mai visto, tante vacche camminare per il centro città. Ad un certo punto, ho anche pensato di essere già arrivato a Calcutta. Ma no! In India le vacche sono sacre. Qui sono solo a buon mercato, hanno solo due gambe e poi ora mi ricordo, sono a Bangkok. Adesso il conti tornano. Oltre alle venerabili bipedi, anche di turisti non ne ho mai visti così tanti ammassati. Per quale motivo? Forse si sono convertiti tutti all’indù! C’è qualcosa che ha richiamato ancora di più la mia attenzione. Delle ragazze strane, esageratamente truccate, che fanno movimenti eccessivamente femminili e hanno la voce mielosa e cantilenante. Ma qualcosa non torna. Hanno il pomo di Adamo. E improvvisamente mi sento un calciatore che gioca la partita della sua vita. Che al posto dell’avversario, dribbla queste incognite. Non per avere il possesso della palla ma per salvare qualcos’altro. Mi ero abituato a vedere moltissimi ragazzi vietnamiti camminare abbracciati. Ma qui di effeminati c’è ne una quantità incedibile, almeno pari se non superiore alle bipedi. Perciò non capisco. Chi viene a fare turismo sessuale in Thailandia, viene per le ragazze o per le “signorine”?
Il primo compito di oggi è verificare se è più conveniente viaggiare in treno o in autobus. Per andare alla stazione dei treni, che dista parecchi chilometri, passo di fronte a molti monasteri buddisti. Il Loha Prasat ha il tetto del pagoda principale forgiato in ferro brunito. La Golden Mount, che è stata innalzata su una collinetta e sulla cui sommità è stato eretto un enorme stupa dorato che è visibile da molto lontano. Passo affianco a uno dei numerosi canali che solcano la città. Una barca lunga e stretta lo percorre di tutta fretta. Sulla strada i tùk-tùk, i risciò a motore, rombano come moto da corsa e affianco mi passa un monaco sorridente. Arrivato in stazione, scopro che i treni sono molto più costosi degli autobus. Anche di due o tre volte. Poco distante c’è il quartiere cinese (China Town). Effettivamente la differenza con il resto della città si nota. C’è molta più confusione ed i marciapiedi sono interamente occupati dai venditori. Anche una numerosa comunità indiana ha trovato qui l’insediamento. Mentre nel resto della città, mussulmani e israeliani hanno colonizzato varie zone. Costeggio il fiume Chao Phraya. Sull’altra sponda, una affiancata all’altra, convivono pacificamente una chiesa cattolica, un tempio buddista in stile cinese e un grande tempio induista. Sulla sponda in cui mi trovo io invece, a poca distanza c’è un grande monastero. Stupendo! Nell’edificio più grande un enorme Buddha dorato e lungo ben quarantasei metri e giace disteso. Sulle piante dei piedi ha numerosi disegni in madreperla, raffiguranti balli, animali e simboli. --> Bangkok, Grand Palace <-- Cambogia / Angkor Wat
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