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Sud America / Perù / Ica / Nazca |
14-03-04 La cittadina di Nazca, di certo non si può dire che sia un bel posto o che ci siano molte attrattive. Mentre nel circondario si trovano manufatti unici al mondo. A volte sono difficili da vedere, come Linee di Nazca. Questi disegni sono stati fatti nel deserto circostante la cittadina e sono talmente grandi da non essere visibili da terra, per questo dal piccolo aeroporto ogni 20 minuti parte un piccolo aereo che può ospitare 4-5 persone. Divido il volo con una coppietta di italiani, i quali dopo un periodo di lavoro studio post università a Londra, si sono regalati un mese in Perù. Un rapido decollo, tempo di uscire dal centro abitato e si vedono le prime linee rette che si irradiano in tutte le direzioni. Alcune sono cuneiformi. Partono larghe e poi si restringono, mentre altre linee sono sottili e sembrano non finire mai. Il pilota ci avverte che incomincia a girare attorno alla prima figura. Sotto di noi compare tra le sabbie e le rocce del deserto una balena disegnata. Proseguiamo. Una virata a sinistra e compare quello che assomiglia a un extra terrestre che ci saluta disegnato sul fianco di una collina. Poi il disegno di un cane seguito a breve distanza da una scimmia dalla lunga coda attorcigliata, quindi un piccolo gregge di lama che pascola senza fretta tra le linee. Alzandoci un po' di quota appare il colibrì dal corpo fino e dal lungo becco. Una virata a destra e il maestoso condor si mostra in tutta la sua magnificenza. La tecnologia mi ha lasciato a terra, la macchina fotografica non ne ha voluto saper di immortalare il condor. Più sotto degli indigeni con copriccapi piumati, sono stati immortalati sul lato di una collina mentre stanno facendo una battuta di caccia. Forse stanno cercando da centinaia di anni i lama li vicini. Più distante un ragno enorme sta pigramente prendendo il sole. Prendiamo ulteriormente quota sul deserto per ammirare l'enorme alcatraz, dal lunghissimo collo ondulato. Parlando con il pilota, mi spiega che ci sono molte altre figure sparse per il deserto in un'area vastissima. Di disegni simili si trovano anche in Cile a molte centinai di km di distanza. Non avendo un aereo a mia disposizione per questa volta posso anche accontentami di questa opera ciclopica, fatta da piccoli uomini per raggiungere grandi e lontani obbiettivi. Nel pomeriggio vado in un'altra zona, ma questa volta in taxi. Qui hanno costruito una moltitudine di acquedotti e tutti sono lunghi cinquecento metri. La costruzione di queste opere sono state fatte in modo tale da recuperare le scarse acque e l'umidità presenti nella zona, grazie al corretto posizionamento delle piastre di pietra. A intervalli regolari scale a chiocciola permettevano la discesa nei pozzi per il prelievo delle acque e per la pulizia delle condutture stesse. Negli ultimi 100 metri l'acqua scorre a cielo aperto, zigzagando per rallentare la velocità e sfociando in un enorme vasca. La genialità dell'opera si capisce quando l'acqua raccolta viene riversata nei campi coltivati a valle, alla fine dei quali un'altra serie di acquedotti la recupera per poi riessere riutilizzata nei campi sottostanti. In questo modo riescono a rendere fertile una parte di deserto. --> Colca Canyon <-- Cuzco
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