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Sud America / Perù / Arequipa / Colca Canyon / Tra sentieri e cactus

20-03-04 Ad un tratto il sentiero svolta a sinistra e il tranquillo sentiero si trasforma in uno stretto corridoio largo appena una trentina di centimetri. Con molti dubbi e una sola certezza, che l'oasi è nella direzione in cui stiamo andando, continuiamo. A tratti il "sentiero" e tanto mal messo che la possibilità di sbagliare non è più permessa. Un passo insicuro e il fiume ci aspetta a qualche centinaio di metri più in basso. Questo lungo tratto di costone franoso sembra non finire mai. Mi appoggio delicatamente con due dita alla parete che sale parallela al mio corpo e la penetro come un budino, tanto per rallegrare la situazione. Com'è iniziata la zona pericolosa, tanto improvvisamente finisce. Passata anche questa difficoltà, ormai niente può più fermarci. Dalla nostra meta, adesso, ci dovrebbe dividere solamente una parete di montagna. Seguiamo il sentiero ancora ben marcato ma ad un tratto sparisce. Lo cerchiamo per molto tempo in ogni direzione, ma il sentiero è scomparso! Il tempo peggiora e dopo un'ora di ricerche continue inizia a piovere. Siamo anche senza l'acqua da bere così decidiamo di accamparci qui. Sicuramente non siamo i primi che fanno questo strampalato percorso, dato che c'è una zona ripulita dai sassi dove altri prima di noi si sono accampati con la tenda. Mente io monto la tenda, Sandro va fino al fiume a riempire le bottiglie d'acqua marrone che vi scorre. Non c'è altra scelta possibile e non importa se più a in alto decine di paesini scaricano i loro rifiuti in quelle acque. A tenerci compagnia un gruppo di asini pascola per tutta la notte nella radura attorno alla tenda. A mattina il problema si ripropone invariato. Verso il fiume e più avanti non c'è nessuna possibilità di proseguire. No ci resta che risalire la montagna fino ad incrociare il sentiero che per forza si trova sopra di noi. Saliti per qualche centinaio di metri, passando tra gli arbusti spinosi del sentiero non c'è ancora traccia. Scrutando la cima, mi sembra di vedere qualcosa. Sembra uno straccio bianco appeso a un palo, cosi continuiamo a salire, ma sempre con grande difficoltà. In una pausa per prendere fiato, guardando in alto, un pò più in alto di quello che appare sempre uno straccio bianco, vediamo una colonna di fumo che ci da forza. Stiamo in silenzio per un' attimo ed un rumore attira la nostra attenzione. Poi una voce risponde al nostro richiamo. Continuiamo a salire, fino a trovare il sentiero. Sopra a delle rocce vicino alla colonna di fumo adesso posso vedere una persona che si sbraccia per farsi vedere. Continuiamo la risalita e dopo un bel po' arriviamo finalmente sul sentiero principale, dove un contadino ci sta aspettando. Mi sa tanto che per questo bravo uomo il recupero dei turisti persi sia come un lavoro part time. Un'ora di segnali di fumo, la mancia dello straniero che è doverosa in questi casi e poi il resto della giornata a lavorare nei campi. Ringraziato il campesino riprendiamo il sentiero. Sotto di noi la macchia di verde in fondo valle ci aspetta, assieme a un bel bagno e a una buona dormita. Un vecchio ci chiede se abbiamo visto un mulo fuggitogli durante la notte. Purtroppo non ne abbiamo incontrato nessuno oggi. Dopo un paio d'ore e l'ultimo tratto in discesa arriviamo all'Oasi.
--> L'Oasi
<-- Colca Canyon
 

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