| Asia / Malaysia / Kuala Lumpur |
Non so, sarà il tempo, ma non vedo l’ora di andarmene. Ma la mia missione è chiara fare il visto per l’India e già che ci sono guardarmi un po’ attorno cosa c’è di interessante. Sono arrivato alla domenica mattina alle quattro. Il giorno successivo il 18 Dicembre, lunedì, prima dell’apertura ero già di fronte al High Commission of India. Cosa vuoi, tutti hanno i moduli per il visto o le altre carte già compilate in mano. Io, che sono meglio degli altri, non ho nulla. Sono andato alla ricerca disperata della penna, poi ho trovato il primo modulo e successivamente ho raccattato il secondo da una ragazza che ne aveva uno in più. In fine ho approfittato della cartellina rigida di un ragazzo per poterli compilare. Ho fatto il meglio che potevo essendo scritto tutto in inglese ovviamente. Aspetto il mio turno del sportello n°1. Consegno le carte. Faccio un’altra fila la n°2. Pago una quota del visto. E la signora mi da il foglietto per il ritiro, dicendomi tra le altre cose incomprensibili per me, di ritornare dopo quattro giorni lavorativi. Rimanere tutto questo tempo a Kuala Lumpur mi sembra una perdita di tempo insopportabile, così decido di visitare il porto di Melaka. --> Melaka <-- Thailandia / Ko Lanta Ritornato a Kuala Lumpur in tempo per il visto, faccio il solito giro a piedi fino in stazione degli autobus urbani (Sentral). Prendo il T82 che mi porta distante dal centro. Perché come è ovvio le ambasciate si fanno in periferia di solito! Scendo dall’autobus. Faccio un paio di chilometri a piedi, rischiando di venire investito più volte. In quanto, le strade le sanno fare ma le infrastrutture per i pedoni se le sono scordate. Arrivo al consolato, ovviamente in abbondante anticipo. Aspetto i comodi della signora che non ha tanta voglia di lavorare oggi. Faccio la fila e quando è il mio turno mi dice che non mi da nulla se prima non pago. E va bene, dove è il problema. Il problema sta che dovevo venire questa mattina alle 10 per portare il passaporto e pagare la cifra rimanente. Ma io questo non l’avevo capito e del resto nel pezzo di carta che ho in mano è sbarrato alle 4:30 p.m. Così adesso mi tocca rimanere a Kuala Lumpur fino al 26 Dicembre, bene che vada. Sperando che quando mi presento alla mattina alle 10 non mi dica che la mia richiesta è stata respinta. Già ho tirato una valanga di cani, in quanto volevo ritornare in Thailandia e godermi il Natale al mare sdraiato sotto ad una palma, invece no! Mi tocca rimanere qua a perdere ulteriore tempo in un posto che non mi piace. Ma ci può stare, basta che finisca presto. E che mi diano il benedetto visto. Finalmente è arrivato il 26. Faccio la solita trafila fino ad arrivare al consolato. Quando vado a prendere il numero, l’addetto mi dice che a me non serve. Incominciamo con le stranezze. Chiedo in quale sportello devo incolonnarmi. Mi dice prima il n°1 e poi il 2°. Al primo ci sono quelli che fanno la stessa trafila che ho fatto già anche io e li non si passa. Vedo una ragazza al n°2 e gli chiedo informazioni. Anche lei è nelle mie stesse condizioni e mi chiede se prima di venire ho telefonato, in quanto la data e normalmente da verificare tramite telefono. Pensate che io l’abbia capito questo? Chiaro che no! Ma almeno mi conferma che a suo giudizio le informazioni si trasmettono da viaggiatore in viaggiatore, la fila corretta è la seconda. Aspetto il mio turno è finalmente riesco a consegnare il passaporto. Quindi adesso c’è da aspettare a tempo indeterminato. Mi va di lusso, solo mezza ora. Gli addetti prendono la mia pratica, la verificano e acconsentono al pagamento totale della quota. 152 RM più i 40 RM già pagati come tasse d’ufficio. Adesso non mi resta che tornare nel pomeriggio. Alle 16:30 faccio la fila n° 1 questa volta, almeno cambio. L’addetta serve contemporaneamente due file, spostandosi ad ogni nuova persona. Alla fine, in modo sorprendentemente rapido, c’è l’ho fatta. E’ stata dura e confusionaria. Ma ho il visto in mano per l'India. --> Thailandia, Phuket e Patong beach <-- Melaka |
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