22-01-07 Delhi è effettivamente l’incontro tra l’India sottosviluppata e la modernità che stenta ad arrivare. New Delhi, la città nuova è caratterizzata da varie aree a struttura esagonale, dalle quali si diramano a raggiera le strade. Non ci sono poi molte attrattive oltre che al Red Fort, alla Moschea centrale che non è visitabile dagli infedeli. L'attrattiva principale sono i numerosi negozietti che propongono l'artigianato più o meno genuino a prezzi a volte ridicoli da quanto sono esagerati.
Come per ogni viaggio, anche questo è arrivato alla fine e come la partenza anche il rientro in patria è stato alquanto inconsueto. Arrivato all’aeroporto internazionale di Delhi con abbondante anticipo ho scoperto che non fanno entrare all’interno dell’aeroporto coloro che arrivano con un anticipo superiore alle tre ore. Provo ad entrare dalla prima entrata ma l’agente mi dice di ritornare più tardi. Faccio il tentativo in un’altra entrata con lo stesso risultato. Al terzo tentativo riesco ad entrare. Passo di fronte al cane antidroga e faccio il controllo dei bagagli ai raggi X. Cerco il Chek-In del mio volo e trovo che di fronte c’è già una lunga fila. Consegno lo zaino più grande e passo la dogana in un bater d’occhio. Successivamente il controllo del bagaglio a mano e degli oggetti personali avviene solamente da un’ora prima della partenza in poi. Una volta passato anche questo controllo e verificato che le tasse aeroportuali sono tutte incluse con il biglietto, cerco un sportello per cambiare le ultime rupie che mi sono rimaste. La mia ricerca è vana e non mi resta altro che convertire i soldi rimasti con barrette di cioccolata e caramelle come fanno tutti. Partiamo in orario alle 2:30 di mattina del 24 gennaio. La cena alle tre di mattina è stata superlativa, quasi da Grand Hotel. Arrivati allo scalo di Vienna ricerco, dopo aver passato numerosi controlli, il Gate per l’imbarco. Ho tre ore da aspettare. La partenza è prevista per le 8:45, successivamente spostata di mezz’ora e poi di un’ora e mezza. Se fossimo in Italia tutti direbbero che è normale, ma siamo in Austria e la compagnia con cui viaggio è la compagnia principale di questo scalo. Passa il tempo ed è arrivato il momento dell’imbarco. Passa una, due, tre e alla quarta persona bloccano l’operazione. Fanno tornare indietro le persone e restituiscono i pezzi dei biglietti strappati. Tramite l'altoparlante avvertono i passeggeri che il volo è stato cancellato. Tutti che borbottano e si lamentano, i molti veneti presenti lo fanno in modo più pittoresco come da tradizione. Gli inservienti, ci dicono di recarci all'ufficio principale per vedere il da farsi. Passiamo i controlli in senso contrario. Saliamo al piano superiore e ricerchiamo l'ufficio. Di fronte al bancone un centinaio di persone di altri voli è già in fila. Mi incolonno e aspetto che arrivi il mio turno. Passa una mezz'ora e un rappresentante della compagnia avverte che il nostro volo cancellato è stato ripristinato per magia. Ridiscendiamo. Ripassiamo i controlli per l'ennesima volta e aspettiamo l'orario previsto per la partenza. Finalmente riusciamo ad imbarcarci. L'aereo si sposta, procede verso la pista di decollo. Arrivato in prossimità della pista si ferma. Dagli oblo vedo qualcosa di strano. Mi sembra che ci sia molto vicino all'aereo un camion con la torretta antincendio puntata verso di noi. Guardo fuori dall'altra parte della carlinga e anche li è presente un altro camion antincendio. Guardo perplesso l'Hostess, pensando ai continui ritardi e alla successiva cancellazione del volo per motivi ignoti che poi l'hanno risuscitato in modo altrettanto misterioso. Una ragazza mi indica di guardare il finestrino affianco a me. Del liquido rosa sta coprendo tutto l'aereo. Ritorno con lo sguardo sull'Hostess per cogliere possibili indizi di nervosismo e agitazione. Ma lei è calma e serena. Deve essere una nuova procedura aeroportuale, così non potendo far nulla mi rilasso ed il viaggio alla fine si è rivelato tranquillo e sicuro. All'uscita all'aeroporto di Venezia, questa volta prendo l'autobus per la stazione dei treni di Mestre. Successivamente il treno per Bassano del Grappa e da qui, questa volta con molta difficoltà , faccio autostop. Ho camminato molto sotto il peso dei miei zaini, ma con due passaggi in auto, sono riuscito a completare il viaggio arrivando fino a casa. Fine del viaggio e ritorno in Italia <-- Udaipur
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