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Asia / India / Rajasthan / Jaipur

14-01-07 Sono arrivato a Jaipur di Sabato sera. Ho fortuna in quanto c’è la festa del Kati, nello stadio comunale, dove due gruppi di ballerini, cantanti e suonatori, si danno il turno esibendosi nelle proprie danze, musiche e esibendo i loro costumi tradizionali. Ci sono due ballerine o forse non proprio... Sul posto non avevo capito bene se fossero effettivamente donne o uomini. La faccia mi sembrava alquanto maschile. Poi riguardando le foto il dubbio mi è passato, sono due uomini e anche brutti. Le danze che hanno esibito sono state sicuramente belle. I canti striduli e lo strimpellare degli strumenti hanno accompagnato l’andatura tarantolanta. L’altro gruppo, completamente maschile è vestito con vesti riccamente ricamate si è esibito in una danza con dei finti cavalli anche essi ingioiellati. Il personaggio principale porta un grande ombrello che ha fatto continuamente roteare. Le attrazioni continuano. All’interno dello stadio ci sono vari cammelli per un rapido giro turistico. Mentre all’esterno due enormi elefanti truccati e bardati fanno da guardia all’entrata. La città vecchia di Jaipur è stata completamente costruita con mattoni e pietre di colore rosso ed è in tinta con il deserto circostante. Il simbolo della massima raffinatezza architettonica è il Palazzo dei Venti (Hawa Mahal). Numerose porte d’entrata al centro storico sono abbellite da disegni ornamentali in stile arabegiante, anche qui come in quasi tutti i luoghi in cui sono stato è lo stile predominante nel Rajasthan. Per la città numerosi sono gli incantatori di serpenti. Ma non ho visto nessun serpente che sia più sveglio di una talpa. Tutti fanno fatica a muoversi e l’incantatore li prende in mano e gli fa ciò che vuole, come se fossero sedati. Sopra la città, sulla sommità di due alte colline, fanno da guardia due strutture fortificate, il forte di Amber e quello di Jaigarh. In ogni parte della città i bambini e anche i meno giovani giocano in modo ossessivo con gli aquiloni. Il cielo ne è pieno. Li vedo intenti sopra i tetti, nei parchi ma anche in mezzo alla strada e al traffico caotico, che rischiano la pellaccia. Altri vanno a caccia degli aquiloni dispersi e spesso finisce che se le danno di santa ragione nell’assurda competizione di accaparrarsene uno in più.
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