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Asia / Cina / Guangxi Zhuang / Yangshuo |
12-10-06
Yangshuo, è un paesotto sulla sponda destra del fiume Li. La zona è famosissima, anche a livello internazionale, per le particolari formazioni montuose dalle forme insolite. Questi monti hanno dato ispirazioni in passato a numerosi artisti che le hanno poi ritratte nei loro quadri. Chi non ha presente un qualunque dipinto o disegno cinese in cui sono ritratte delle montagne che salgono quasi in verticale e immerse nella nebbia. Ebbene, sono proprio quelle. Dalla sponda del fiume partono continuamente le imbarcazioni cariche di turisti per il giro panoramico della valle. La città è perennemente immersa in un mercato “artigianale” sia di giorno che di notte. I bar, i ristoranti e gli hotel sono numerosi e i prezzi sono più economici che nelle altre regioni. Alla sera, avevo appena finito di cenare con un bel piattone di peperoni piccanti cotti con dei fagioli piccantissimi e aglio, accompagnato ovviamente a del riso bollito. Mi stavo rinfrescando dalla calda e umida serata con un gelato in santa pace, osservando la vita notturna del paese. Quando due giovani ragazze mi chiedono se voglio partecipare a un party inglese nella loro scuola. Ho pensato; troppo giovani per provarci con me e la delinquenza in Cina è abbastanza rara. Gli faccio notare che io e l’inglese non andiamo molto d’accordo e perciò non so se ne vale la pena. Le ragazze, in un inglese stentato più del mio, mi dicono che gli sembro molto bravo. Così ci siamo incamminati. Facciamo un lungo tratto di strada in direzione della periferia. Arrivati nel cortile della scuola, mi trovo un centinaio di ragazzine sedute in vari cerchi. Appena mi vedono si mettono ad applaudire tutte rivolte verso me. Chiedo preoccupato se sono l’unico straniero, mi rassicurano che ce ne sono altri. Mi portano in segreteria dove altri ragazzi e ragazze di varie nazionalità stavano aspettando l’inizio del party che altro non è che una lezione di inglese fatta dagli stranieri. Al professore di inglese della scuola, Peter un australiano, gli faccio presente anche a lui, che non sono in grado di insegnare l’inglese proprio a nessuno, ma anche lui mi risponde che va bene lo stesso. Ebbene o male incominciamo. I vari professori ad honoris si presentano. C’è un ragazzo di New York, un signore del Sri Lanka che e stato in Italia a Torino a lavorare per 5 anni, una ragazza simpatica inglese di Oxford, con la quale avevo già condiviso la camera nell’ostello di Shanghai ed io. “Il professore italiano di madre lingua inglese”. Che già detta così sembra una bella cazzata. All’inizio tutto va bene. Le solite domande da primo anno di inglese, e per ora me la cavo egregiamente direi, anzi mi sento quasi in grado di fare una bella figura. Le solite domande, mi chiedono quanti anni ho, gli rispondo 31. Loro incredule non me ne davano più di 24. Ma avevo appena tagliato la barba. La serata è calda e molto umida e quando nel mio gruppo arriva la classica secchiona, che si trova in ogni classe, mi tartassa di domande ed io incomincio a sudare. Il frastuono attorno mi confonde. Ci sono gruppi che stanno cantando, altri gridano ed il mio orecchio anglosassone fa sempre più cilecca. Non mi resta che alzare bandiera bianca e gli dico che lei parla molto meglio di me l’inglese. Che vergogna ho fatto ben otto anni tra scuola e corsi di inglese e so parlare molto meglio lo spagnolo, si vede che non è proprio fatto per me. --> Xingping <-- Hong Kong
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