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Asia / Cina / Hunan / Ping An |
14-10-06 Tanto per incominciare, prendo un autobus per Guilin. Da qui ne prendo un altro per Longsheng. Una volta arrivato cerco un autobus per Ping An. Salgo e partiamo. Per gran parte del tragitto ripercorriamo la strada che ho appena percorso. Lasciamo la strada principale e ci addentriamo per una piccola valle. Arriviamo all’entrata della zona turistica e pago il biglietto 50 yuan. Riprendiamo il cammino e dopo un po’ mi dicono di scendere. Chiedo se è questo il posto, dato che non c’è nulla attorno. E la risposta è stata: No! Devi prendere un altro autobus per Ping An. E no, lo dico io! Adesso state facendo perdere la pazienza anche ad un santo. Vi ho chiesto, se andavate a Ping An, avete detto di si. Per scrupolo ho rivolto la stessa domanda sia alla bigliettaia che all’autista ed entrambi hanno confermato. Già pago conti tripli, quadrupli rispetto ai locali. E adesso basta! Come smonto dall’autobus, il solito sciame di venditori e di autisti mi ronzano attorno. Un autista mi dice che mi porta lui, ci sono 6 km per arrivare a Ping An. No! Ormai mi avete rotto le staffe. Ci vado a piedi. Speriamo almeno che il tempo tenga. Mi incammino, passo veloce e deciso alla conquista della montagna. La strada non è neanche molto ripida e in un’ora e mezza dovrei arrivarci. Il primo chilometro passa in un baleno. Taxi e autobus che procedono verso il paesino mi chiedono se voglio salire, ma io ostinato li saluto e proseguo. Ho detto che ci vado a piedi e ci vado a piedi. E’ una questione di principio. Nel frattempo incomincia a piovigginare delicatamente, non dà neanche fastidio. Passo la mezzora di salita e la pioggia aumenta di intensità. Continuo a salire, finché sono costretto a rifugiarmi sotto all’unica tettoia di fortuna che c’è nel percorso e che adoperavano i lavoratori che stanno risistemando la strada. Aspetto una mezza ora per vedere se smette. Ma niente da fare. Anzi aumenta. Anche questa volta mi è andata storta e se anche il tempo è contro di me, non posso che alzare bandiera bianca e salire sul primo furgoncino che si ferma. Non sono abituato a questi comportamenti falsi. A contrattare il prezzo su tutto, va bene al mercato, ma anche per l’autobus, il ristorante e gli hotel e qualsiasi servizio ti serva. Questo concetto si è ulteriormente evoluto negli ultimi giorni. Mi è successo qualche volta che gentili signori mi abbiano dato una mano, in modo disinteressato. Mi era capitato spesse volte nelle settimane passate. Ma adesso sono passati a chiederti cosa ti serve. Esempio un autobus per una località. Per magari fare dieci metri verso la direzione giusta, trovare la fermata dell’autobus e maggiorare con una percentuale che può essere anche superiore del costo del servizio stesso il prezzo del biglietto. Avendo avuto esperienze di viaggio in America Latina, ormai davo per scontato che il prezzo è uguale sia per me che per i locali e che la destinazione per la quale io richiedo il servizio sia corretta. Dove mentivano in America, caso mai era sulla durata del viaggio ma succedeva raramente e in Bolivia o nei paesi in prossimità dei confini. Entrato nel villaggio risalgo per le risaie. Qui hanno già mietuto il raccolto. Arrivato al primo rudere che fa da “Hotel” mi fermo. Bello o brutto che sia questo mi ospiterà per stanotte.
Il paesino di Ping An è conosciuto per le terrazze con le risaie e per la minoranza etnica che ci vive. Il posto è in una posizione tranquilla che domina la vallata. Il piccolo borgo di case/albergo è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, grazie al turismo e lo si nota chiaramente dal colore chiaro delle nuove costruzioni. Le donne del paesino si vestono con abiti tradizionali. Le anziane sono quasi tutte vestite di nero, con le maniche celesti e portano sul capo una specie di asciugamano a tinte pastello a mo di turbante. Le vecchiette stanno gran parte della giornata a vendere frutta e ortaggi sulle strette vie del paesino. Le donne di mezza età, portano lunghi capelli acconciati anche loro come un turbante. Loro vendono artigianato locale e si fanno fotografare con i lunghi capelli appositamente sciolti per il turista. Hanno vesti fucsia su sfondo nero, con gambali e gonne. Portano, grandi e grossi orecchini d’argento. Le più giovani si vestono con una camicia fucsia con le maniche celesti. Loro trasporto le valigie degli ospiti con una grande cesta intrecciato apposta come uno zainetto sulla schiena. Gli uomini, un po’ ridicoli e disneiani a coppie portano una portantina di bambù con il tetto in tessuto rosso e cuscini intrecciati, ovviamente anche loro fanno questo per i turisti. --> Guilin e viaggio a Kunming <-- Xingping
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