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Asia / Cina / Pechino / Parco del Tempio del Paradiso |
17-09-06 Ieri sera prima di coricarmi, ho visto un ospite dell’ostello, attaccato alla presa di rete del computer fuori uso. Avevo fatto un pensierino su la possibilità di collegarmi con il portatile, ma la buona educazione mi aveva fermato la mano. Mentre, questa mattina ho scelto di lasciare stare l’educazione. Provo ad aggiornare il mio sito internet, ma sembra proprio che sia bloccato per qualche motivo. Esco e mi dirigo al Temple of Heaven Park. Il parco è veramente enorme. Lo stradone principale, accostato da due strade più piccoli corre diritto. Scorgo in fondo, molto distante un altro grande ingresso e oltre molto più lontano una scalinata. A lato sulle piazzole in mezzo agli alberi, degli anziani sono intenti a fare ginnastica con le arti marziali. Alcuni hanno delle spade dalle cui impugnature partono fiocchi rossi. Altri giocano con i piedi con una specie di volano. Continuando la camminata raggiungo un vecchietto che ha la barbetta lunga e bianca, la testa rasata, la giacchetta blu smarrita in stile rivoluzione culturale e in ogni mano ha quattro sfere d’acciaio messe a piramide. Voltandomi di scatto vedo che la sfera superiore è in rotazione. Il vecchietto mi vede con la macchina fotografica in mano pronto per fotografarlo e mi guarda di traverso, cosi provo a fare l’indifferente cosa che non mi riesce spesso bene. Allungo il passo ed arrivo alla scalinata centrale. Da entrambe i lati parte un larghissimo percorso rialzato. A nord c’è la struttura più importante e li mi dirigo. Come nella Città Proibita, anche qui c’è un ulteriore biglietto da pagare. Entro. In un enorme cortile piastrellato un grande palazzo circolare troneggia rialzato. A lato le consuete costruzioni e gli immancabili porticati. Dietro al palazzo c'è un’altra costruzione anch’essa con i tetti di ceramica viola. Mentre le tegole della Città Proibita sono di colore oro. Il palazzo centrale contiene un altare nel mezzo. Tutto attorno, le pareti e le colonne sono affrescate. Scatto la solita quantità di foto impressionante, neanche i giapponesi possono competere con me e riprendo il percorso. Dall’altra parte del parco c’è una struttura quadrata di mura, al suo interno un cerchio rialzato e quindi una serie di scalinate concentriche, nella cui sommità e nel mezzo una piccola pedana circolare indica “il centro del Mondo” per gli antichi cinesi. Alla sera ho cenato con dei fagottini di pane, una specie di tamales dell’America Latina. Differiscono per la cottura, quelli cinesi sono cotti al vapore e sembrano palline di riso, mentre gli altri sono cotti al forno. L’imbottitura è quasi la stessa alcuni con carne, altri con verdura, e alcuni differenti con una crema nera che al palato ricorda il sapore dei fichi è dell’uvetta. --> La grande muraglia cinese, Simatai <-- Tempio del Lama e Tempio dell'Est
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