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Asia / Cina / Pechino / La Città Proibita

14-09-06 In pratica non ho chiuso occhio. Mi sa proprio che il fuso orario mi ha fregato questa volta. Di solito non lo sento. Questi cinesi dormono veramente poco, lavorano altre tanto poco ma proprio a tutte le ore del giorno e della notte e per fortuna ho usato i tappi per le orecchie per dormire. Mi dirigo con passo spedito verso la Città Proibita. Attraverso il traffico caotico, schivando macchine, carri, motorini, rickshaws, bici e pedoni. Passo attraverso la metropolitana che è usata come sotto passaggio per attraversare uno stradone altrimenti invalicabile. Rieccomi all’entrata principale della città fortezza. Le dimensioni incutono quasi timore.
Passo il primo bastione e alla fine di un enorme cortile murato, un’altra enorme entrata che è sovrastata a sua volta da un imponente pagoda, dalle cui estremità partono due braccia propense verso chi entra. Già da così distante, noto che è stato tutto restaurato da poco. I colori saturi e brillanti e l’oro luccicante, risplendono nella giornata grigia. Superata anche questa entrata, si apre di fronte a me un enorme cantiere, che copre interamente la Pagoda principale. Nel piazzale che mi divide dal cantiere, un fossato ondulato con staccionate in pietra scolpita e le costruzioni laterali con vestigia e armamenti d’epoca ripagano in parte il danno. Nel fra tempo un fiume in piena, a volte in divisa e cappellini “comunisti” altre volte con vestigia multicolore del “capitalismo”, continua ad entrare. La maggioranza sono cinesi in viaggio organizzato. Molti sono gli stranieri di lingua inglese, anche molti tedeschi, russi e alcuni spagnoli affollano il piazzale. Passo ad un altro cortile, questo almeno non è in rifacimento. Scalinate e terrazze salgono fino ad arrivare a una costruzione centrale, circondata da l’orda umana che ormai si sposta a unisono. Passo in un'altra zona. Qui l’attrazione principale è il punto di ristoro, in cui poi pranzerò con un enorme piatto di spaghetti di riso. Dalla porta successiva incominciano a divincolarsi le viuzze della città. Camminando a casaccio, come sempre, entro nei vari cortili, a volte trovo delle abitazioni, con a loro interno i mobili ed i complementi. In altri ci sono troni sfarzosamente regalmente decorati. Girovagando in direzione Nord incontro un giardino di pietra. A primo sguardo sembrano quasi delle costruzioni naturali, poi guardando un po’ meglio noto che il cemento è stato usato a profusione per costruire i massi. Questa area è forse la più bella di ciò che è permesso vedere della Città Proibita. Infatti come dice il nome stesso la parte Proibita di questa Città arriva e supera i due terzi del complesso storico ed è un vero peccato. La giornata è trascorsa veloce, visitando un luogo difficile da descrivere, che è stato costruito per l’imperatore ed è arrivato fino a noi quasi intatto.
--> Tempio del Lama e Tempio dell'Est
<-- Volo Venezia Pechino
 

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