| Asia / Cina / Yunnan / Lijiang |
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La mattina, dopo aver noleggiato una bicicletta che l’ostello non voleva neanche noleggiarmela in quanto è un vecchio modello, mi dirigo in direzione nord. Lasciatomi alle spalle Lijiang, mi ritrovo circondato finalmente da campi e montagne verdi. Di fronte il massiccio innevato che mi ricorda tanto le mie Dolomiti. Sui campi, i contadini stanno arando i piccoli appezzamenti con l’aratro trainato dalle mucche o dai bufali. Incrocio numerosi carri strabordanti di steli di granoturco, trainati da donne, uomini e più di rado da cavalli. Sui muri delle fattorie, costruite con mattoni di fango, file di pannocchie penzolano da ogni dove. Sulla strada asfaltata, due contadini hanno occupato mezza carreggiata con una distesa di piantine di fagiolini. L’uomo con un forcone le gira e rigira, per essiccarle e staccarne i fagioli dalla pianta. La donna raccoglie i fagioli e con un piatto in paglia li fa fluttuare nell’aria per togliere le impurità aiutata del vento. Poco più avanti delle altre vecchiette portano dal campo al ciglio della strada, enormi fasci secchi di fusti di mais. Sono piegate dall’età e dal duro lavoro di tanti anni nei piccoli appezzamenti di terreno. Veramente, sul lavoro la parità tra i sessi è totale qui in Cina. Non sono convinto che qui come altrove la parità ci debba essere. Per ovvie ragioni fisiche. In tutti i lavori logoranti fisicamente, come nell’edilizia, nella costruzione delle strade e nell’agricoltura, le donne fanno gli stessi lavori pesanti che fanno gli uomini. A volte, loro fanno quelli più faticosi, lasciando agli uomini lavori meno logoranti. --> Dali <-- Kunming |
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