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Sud America / Brasile / Mato Grosso do Sul / Corumbà / Pantanal


19-02-04 Un comodo furgoncino ci porta fino a metà strada dal confine boliviano. Quindi lasciamo la strada principale asfaltata ed percorriamo alcuni km di strada sterrata, finchè incontriamo un fuoristrada molto più spartano e qui ci scambiamo i posti con le le persone che hanno appena finito il loro periodo nel Pantanal. Durante il cammino vediamo numerosi animali, negli acquitrini, sugli alberi e anche in mezzo alla strada, dove una tarantola ci blocca il passo. Scendiamo a vederla e poi tranquilla lei se ne va. I tucani svolazzano e i caimani si vedono ovunque. A notte arriviamo all'accampamento.
Il campo base è completamente circondato da acque. Anche la strada che vi porta è sommersa. Nel boschetto dove hanno sistemato i ripari per le amache ci sono alcuni Ara Ara pappagalli azzurri e gialli. Uno di questi, ormai, fa la parte dell'animatore turistico. A volte scortese e dispettoso con alcuni, invece io gli sono simpatico e viene spesso a posarsi sul mio braccio, standosene li tranquillo. Alla sera una tarantola è stata trovata nella capanna dove dormono le guide, ma sembra che sia una cosa abbastanza normale.
L'armamentario indispensabile per oggi sono i pantaloncini corti, mentre tutto il resto è superfluo. Usciti dall'accampamento, incominciamo la nostra camminata, l'acqua arriva alle ginocchia. Camminiamo tranquillamente a piedi nudi. L'erba è morbida e non taglia ed il fango rende morbido anche il fondo. A volte vediamo piccoli caimani di due metri e mezzo, tre, a qualche passo dalle nostre gambe, che ci guardano intimoriti. Mentre di continuo volatili enormi e piccoli continuano a volarci tutto attorno.
E' simile al parco argentino Estero de Ibera, gli animali all'incirca sono gli stessi, ma in Argentina potevo vederli da molto vicino e non fuggivano. Qui, tranne rari casi fuggono quando ti avvicini di più di cento metri. In questo periodo di carnevale qui ci sono solo 8 persone e la tranquillità è assoluta. Nei boschetti, invece qui in Brasile non si vedono solo scimmie ma numerosi altri animali. Nei prati le magre mucche mi ricorda che stiamo camminando sulle proprietà delle fazendas.

Oggi giro a cavallo. Chiaramente mi danno il cavallo peggiore. Non è un poni ma ha le gambe corte. Non molto soddisfatto faccio le mie osservazioni. Come in tutti i luoghi dove i turisti arrivano come mosche i cavalli, anche qui, sono “radiocomandati”. Tutti i gregari seguono il capo branco. Puoi condurli dove vuoi, ma non seguono mai i comandi. Tanto per non essere pesante ho brontolato più volte che la sella si muove troppo. Gli ho fatto presente che questo è un mezzo cavallo e la sella di conseguenza non può essere quella normale. Come spesso mi accade non mi hanno dato retta, finché in una galoppata a rotta di collo il ronzino dalle gambe corte non è inciampato nel fango e nelle erbacce. Sbanda a destra e a sinistra, disarcionandomi. Mi sono fatto un bel volo per qualche metro, atterrando per mia fortuna, nel acqua e fango non facendomi assolutamente nulla. Dopo questo bel epilogo ogni mezz'ora gli ricordo di sistemarmi la sella che puntualmente risulta allentata. La cavalcata continua a ritmo forzato, ho le chiappe distrutte anche perché non andiamo ne al passo ne al galoppo. Gli incontri continuano con animali più o meno pacifici, mentre passiamo dai boschetti alle radure.
Dicono che nel periodo secco, in inverno tra giugno e ottobre, vicino alle pozze d'acqua gli animali sono quasi ammassati uno sull'altro. In compenso tranne che noi qui in volta non c'è proprio nessuno.
--> Corumbà
<-- Argentina / Porto Iguazù

 

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