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Sud America / Bolivia / Potosi / Potosi e miniere

15-11-03 E' un bel po' di tempo che non passo in una città, vera e propria, e la confusione mi sembra esagerata. Inoltre, ho la sensazione di essere arrivato in uno stato ben diverso dalla Bolivia, almeno osservando gli sciami di minibus con gli ideogrammi giapponesi sulle fiancate che sfrecciano a tutta velocità, strombazzando in ogni direzione. A Potosi, come in altre città boliviane, c'è una nutrita schiera di emigranti orientali e cinesi in prevalenza. Così, si trovano rosticcerie di pollo un po' ovunque. A mio gusto, la cucina locale boliviana e più varia e saporita. Potosi e a 3.000 m.s.l.m. e l'economia gira tutta attorno all'argento e alle miniere del Cerro Rico, in cui viene estratto il prezioso materiale. Il Cerro Rico domina imponente sopra la città. Da molti secoli vi estraggono l'argento dalle miniere, che sono strette, scivolose, basse, umide e pericolose. Qui lavorano immersi in un ambiente da girone infernale gran parte delle persone della città di Potosi. La curiosità di vedere un luogo di lavoro simile ci spinge a fare un'escursione nelle miniere, non prima di aver acquistato delle offerte per “Los Tios” (gli zii protettori dei minatori). I regali consigliati dalla guida sono: candelotti di tritolo, dei bottiglioni di bevande, oppure uno sacchetto di foglie di coca, a nostra scelta. Indossiamo i pantaloni di nailon, l'impermeabile spesso, i stivaloni di gomma e l'elmetto con la luce. Adesso possiamo scendere. Tutto è silenzioso. Non vediamo nessun minatore. Ci siamo dimenticati che oggi è domenica e giustamente anche i minatori riposano. Scendiamo per scale improvvisate, passiamo a fianco di gallerie verticali fatte per la ventilazione dei cunicoli. In alcuni casi palizzate tengono delle rocce instabili. Parti delle gallerie, le più antiche, sono di epoca precolombiana, riconoscibili dalle volte rinforzate da un rivestimento in sassi sapientemente incastrati. Arriviamo di fronte a "El Tio" lo zio, una statua raffigurante il diavolo al quale per scongiurare le disgrazie gli portiamo i doni. Camminando per i cunicoli ne troviamo un' altro di “tio”, questa volta bianco, ma per sua sfortuna sua non abbiamo più niente da offrirgli. Sono passate alcune ore e risaliamo in superficie per ritornare il città. Il centro è pieno di vita. Il mercato del centro e confusionario, zeppo di gente e di ogni merce. Mentre il mercato coperto comunale nella zona delle fermate degli autobus è ordinato ma un po’ meno pittoresco.

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