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Sud America / Bolivia / Potosi / Salar de Uyuni e l'isola dell'Inka

14-11-03 Abbiamo deciso di partire con il buio, alle 5 del mattino, per poter arrivare nel salar all'alba e godere a pieno dello spettacolo. Passiamo un paio d'ore in jeep a velocità elevata. Fortunatamente l'autista sa il percorso a memoria, anche perché qui di segnaletica stradale non c'è né. Neanche la strada esiste, ma una specie di segno sulla terra tra buche enormi e sassi. Il nero della notte copre tutto. Riesco a intravedere solo i profili dei monti oltre che a pochi metri attorno all'auto. Poco prima del sorgere del sole arriviamo nel salar. Piatto e bianco fin dove l'occhio può arrivare. Scendiamo e ho la sensazione è di camminare sul ghiaccio, ma questo è sale. Pian piano i monti illuminati dall'alba riprendono colore e si accendono di rosso, mentre noi proseguiamo a tutta velocità verso "l'Isla del Pescado" l'isola del pesce (il nome è dato dalla forma dell'isola). Mentre il nome preispanico era "Inka Wasi", casa dell'inka tradotto dalla lingua qechua. Un'isola particolare. E' circondata da un lago bianco, senza acqua, ne pesce, dove le barche non navigano mai ed è immobile. L'isola è adornata da centinaia di cactus candelabro, che superano in alcuni casi i dieci metri di altezza.
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