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Sud America / Bolivia / Potosi / Laguna Verde e laguna Bianca

12-11-03 Poco dopo l'alba suona la sveglia. Facciamo colazione “al volo” e, sistemati tutti i nostri bagagli sulla jeep, partiamo ancor prima che il sole si alzi in cielo. Arriviamo a San Antonio de Lipez. È un paese fantasma: ci raccontano che qui i lavoratori di una vicina miniera d'un tratto son tutti impazziti. Hanno incominciato ad usare le vivande come legna da ardere. Hanno appiccato incendi alle abitazioni del paese. Hanno cominciato a praticare sevizie e ad assassinare i familiari. Tutto ciò è continuato finché tutti gli abitanti hanno abbandonato il paese. E ora è completamente disabitato. Da vent'anni. Dopo una rapida visita al paese riprendiamo il cammino. Si susseguono montagne, vallate e vulcani. E a volte si trovano anche dei rigagnoli d’acqua nei quali il verde intenso quasi ci abbaglia. Qui e lì, vediamo branchi di lama e nandù. In lontananza scorgo un grande lago turchese dalle rive bianche. Scendiamo di quota per strade ancor più impervie: sul percorso c’è un piccolo laghetto con alcuni flamenco (fenicotteri) che si cibano di microscopiche alghe raccolte tra le acque. Poco distante c’è un laghetto colmo zeppo di una sostanza che, come mi spiega la guida, viene prelevata e portata in Cile dove viene trasformata in sapone. Riprendiamo il percorso: ora è diventato pianeggiante. In breve tempo arriviamo alla Laguna Verde. Il lago dovrebbe essere verde ma oggi, a causa del vento, è di color turchese, proprio come la vicina Laguna Bianca. Facciamo comunque il bagno. Con grande piacere. Le acque termali sono a dir poco una goduria e, nonostante i quasi 3.400 metri d’altitudine, la temperatura dell'aria è tiepida. Considerato poi che era da giorni che non ci potevamo lavare, il bagno è stato veramente splendido.
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