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Sud America / Bolivia / Potosi / Laguna Colorata

12-11-03 Vicino alla Laguna Colorata (Laguna Colorada) troviamo riparo per la notte in un fabbricato costruito appositamente per i viaggiatori. Molte jeep sono già parcheggiate nel piazzale: alcune arrivano da San Pedro de Atacama in Cile. Altre stanno facendo il percorso contrario al nostro, da Uyuni a Tupiza. Il ragazzo francese e la ragazza tedesca che viaggiano assieme a noi stanno sempre peggio. La montagna li fa stare malissimo. E il freddo qui è molto intenso. Decido di cedere a loro le coperte nella speranza che domani stiano un pò meglio. Io dormo nel mio sacco a pelo. Oggi la sveglia è suonata ad un orario più normale. Alle 7 tutti in piedi. Fatti i bagagli, una ripulita veloce e una colazione altrettanto rapida: si va subito a scrutare la Laguna Colorata. Dall'alloggio la si vede già abbastanza bene. È rossa come, e forse più, dei monti striati di bianco che la circondano. Dalla riva della laguna lo scenario è strepitoso. L'acqua rossa sembra uno specchio in cui si vanno a riflettere montagne marroni e isole biancastre sorvolate da fenicotteri rosa sempre alla ricerca di cibo. D'un tratto, avvicinandomi, uno stormo si leva in volo per poi planare poco più distante. Scocciati dalla nostra presenza portano altrove le loro ricognizioni. Siamo fortunati: tutta la gente che c'era ieri notte è partita molto prima di noi. Quasi tutti sono andati in direzione contraria, lasciandoci così assaporare in tutta tranquillità i comportamenti dei fenicotteri, immersi in questo splendido ambiente. Ma anche da qui dobbiamo purtroppo ripartire: correndo e scendendo, in modo impercettibile, arriviamo al Arbol de Piedra (l'albero di pietra). Si tratta di una roccia posta nel bel mezzo della valle e scolpita dal vento in modo tanto particolare che ricorda effettivamente un albero.
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