13-09-06
Incredulo, ma ci sono arrivato. Non ho dormito un secondo. Io sono piccolino, ma i posti erano proprio ravvicinati ed ho le ginocchia distrutte. Sbrigo le formalità alla dogana e come al solito sono immune ad ogni perquisizione. Ho una faccia rassicurante, anche se, lo zaino più grande, sembra il fagotto di un barbone, essendo imbustato in un sacco per la spazzatura e tenuto assieme con il nastro adesivo marrone, per proteggerlo dalla sporcizia. Prendo l’autobus, con un po’ di timore. Arrivato nel bel mezzo tra piazza Tiananmen e The Forbidden City (la Città Proibita), mi rilasso.
Dopo aver esplorato le lontane terre del Centro e del Sud America, viaggiato dal mare ai 5.000 metri d'altezza, dalle foreste ai deserti. Dopo avere incontrato persone e ...