|
Sud America / Argentina / Nord andino / Tucuman / Quilmes |
31-10-03 Dopo essermi sistemato un po' nell’hotel, prendo un “remis”. Si tratta di un taxi più o meno abusivo. Dopo una breve contrattazione partiamo per vedere le rovine di Quilmes che sono a circa 25 km da Armaichà. Ma prima dobbiamo accompagnare a casa una vecchietta con delle pesanti scorte d'acqua. Queste le preleviamo da una sorgete non lontana, ma però posta in direzione del tutto contraria alle rovine. Verso Quilmes il paesaggio è brullo: pochi arbusti secchi, monti color sabbia e la strada bianchissima. Mi sembra di procedere verso il nulla. Invece no! Ad un tratto, ai piedi del monte, intravedo quello che a prima vista può sembrare un muro di cinta. Le rovine sono dello stesso colore della terra e, proprio per questo - anche a breve distanza - sembrano quasi svanire nel paesaggio. Lascio il tassista ad aspettarmi, tanto gentile che non mi da neanche termini di tempo per la visita alle rovine. Nel sito, oggi turisti non c’è ne sono proprio. Ci sono solo io. Questa rovina, come in molti altri casi, è stata completamente distrutta dagli spagnoli. Sono rimaste solo le basi delle mura. Resta invece la suggestione di un posto tanto distante da tutto. Risalendo tra le rovine il panorama regala viste sconfinate attraverso il deserto della vallata. A rompere il silenzio assoluto solo il vento e il rumore dei picchi che costruiscono i loro nidi sui cactus, qui e lì tra le pietre. Finita l'escursione ritorno ad Armaichà e vado a visitare uno tra i musei più belli che abbia mai visto, non tanto per la collezione, ma per la struttura dell'edificio. È tutto adornato da sassi policromi decorati con le classiche icone delle rovine di Quilmes: si alternano figure umane e animali. Riparto per Cafayate. Un viaggio molto breve mi porta in quella che è la zona dove si producono alcuni dei migliori vini dell'Argentina: ma qui mi fermo anche per vedere il canion multicolore di Cafayate. --> Vallata di Cafayate <-- Tafi del Valle
|