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23-10-03 Uno dei soli due punti predeterminati del mio viaggio. L’altro è il deserto ad alta quota tra Bolivia e Cile. Sono arrivato a Porto Iguazù al tramonto. Sono stanco, dopo il lungo viaggio. Con ancora poca esperienza vado all'ostello che trovo più vicino alla stazione. Sicuramente lì ci sono tantissime ragazze, ma il posto fa veramente schifo. A circa 300 metri dalla stazione c’è un ottimo ostello internazionale: bello, pulito e ancor più economico. Nella piccola cittadina non c’è poi molto. Ma sicuramente va ricordata l'estrema vicinanza con i confini brasiliano e paraguaiano. Da Foz do Iguaçù, la città gemella di Porto Iguazù, ci sono autobus che direttamente portano a San Paolo, Rio de Janeiro e Campo Grande. Oggi vado a vedere le cascate. Prendo un autobus di linea che porta fin dentro il parco. Parte ogni 20 minuti. Una volta entrato l'unica cosa che riesco a vedere è la folta vegetazione tropicale e la terra rossa caratteristica di questa zona. Superati gli edifici incomincio il percorso su passerelle in ferro e camminamenti. Subito s’incomincia a sentire uno scroscio imponente d’acqua. E le prime viste tra le fronde del fitto bosco. Cammino un po' e pian piano, proprio di fronte ai miei occhi, si aprono scorci di cascate alte e fragorose. Sembrano non finire mai. Il bianco spumeggiante, circondato dal verde scuro della vegetazione, ha creato un posto unico. Per tutto il giorno passo da un posto all'altro. I quasi tre chilometri di cascate regalano emozioni sempre nuove. Le ho ammirate da tutte le angolazioni. Da sopra, sotto e di lato. Ogni tanto si poteva scorgere qua e là qualche uccello inaspettato: tucani e pappagalli sono nel loro habitat naturale, assieme a farfalle giganti dai mille colori. Il lato argentino racchiude la quasi totalità delle cascate, ma per vederle nella loro interezza, una gita nel lato brasiliano non crea molti problemi. Si può passare la frontiera senza la necessità di noiose pratiche doganali, purché la gita si concluda entro la giornata. Le sensazioni più forti provate mi arrivano dalla Gola del diavolo (Garganta del Diablo): un imponente voragine nella quale si gettano le acque producendo un fortissimo ruggito. Dalla base della cascata risale una nebbiolina di goccioline d'acqua che rende questo posto ancora più particolare. Anche dal molo situato sotto la cascata, proprio di fronte alla gola, si apprezza a fondo lo spettacolo. E ancora meglio è visitare il luogo nei periodi di bassa stagione. Ho deciso la prossima meta sebbene il posto sia molto distante: le basi delle Ande. È a circa 1.400 chilometri da Iguazù. Mi trattengo a Tucuman, giusto per riprendere fiato. Riparto solo dopo qualche giorno. Viaggiando verso il nord delle Ande, come prima meta, mi fermo in un piccolo paesino. --> Tafi del Valle <-- Parco Estero De Ibera 18-02-04 Sono arrivato alle otto di mattina. Mezz'ora di internet cafe, per leggere la posta e poi prendo il bus per Foz do Iguaçu (Brasile). Alla frontiera argentina, scendo. Faccio le pratiche del caso. Prendo un' altro autobus per la frontiera brasiliana. Ridiscendo e faccio le solite pratiche quindi risalgo sull'ennesimo pullman che mi porta fino in centro di Foz do Iguaçu. Rincomincia un'altra volta la telenovella brasiliana alla ricerca di uno sportello che mi permetta di prelevare un po' di denaro. Passo di banca in banca, finché riesco nell'impresa titanica. Ho superato il problema più difficile di tutto il viaggio. Adesso posso prendere un altro bus per Campo Grande. Da li, appena 4 ore dopo il mio arrivo, ripartirò per un tour di 4 giorni nel Pantanal che tanto mi aveva colpito nel mese di dicembre e che ora posso finalmente visitare. --> Brasile / Mato Grosso do Sul / Pantanal<-- Parco los Palmares |
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