| Sud America / Argentina / Nord andino / Jujuy / Iruya |
Dopo una giornata passata a meditare sulla prossima destinazione, decido di andare in Bolivia. Anche se adesso mi sembra una sciocchezza, il fatto di attraversare il confine in quel momento, mi ha dato da pensare: nei precedenti viaggi in centro America infatti ho sempre viaggiato all'interno dello stesso stato, senza aver mai provato il fastidio delle perquisizioni doganali tipiche di questi paesi. Del resto ho deciso di viaggiare senza meta, senza pianificare nulla; e di conseguenza senza barriere e confini. Oggi ritorno a Humahuaca per poi proseguire per La Quiaca, la dogana Argentina per la Bolivia. Lì l'avamposto di frontiera è triste e vuoto. Dalla stazione dell’autobus vado al consolato boliviano per ottenere informarmi a riguardo delle condizioni di sicurezza del paese. Sapevo che solo alcuni giorni prima a La Paz, la capitale della Bolivia, una rivolta popolare era stata soffocata nel sangue. Il console in modo vago e approssimativo mi fa capire che la situazione è tranquilla, anche se consiglia di tenersi alla larga dalla capitale. Riprendo allora il viaggio: passo per la piazza di La Quiaca e proseguo per un paio di chilometri fino al termine di un viale ampio ma caotico dove la gente va e viene trasportando merci di ogni tipo. Passo la frontiera senza alcun problema. Il fragore della moltitudine di persone per le strade, i negozietti e gli ambulanti con le merci caratteristiche della Bolivia contrastano con il nulla e il silenzio desolato dell'ultima città incontrata in Argentina. Qui avanzo tra gli uffici dei cambiavalute ed enormi sacchi di foglie di coca, finché arrivo alla stazione degli autobus che si trova vicino alla piazza principale. Lì aspetterò per alcune ore. --> Bolivia / viaggio nel Salar de Uyuni / Tupiza e Paso del Diablo <-- Humahuaca |
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